Coronavirus in Corea del Sud: mancano posti letto per i ricoveri

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In Corea del Sud vengono eseguiti ogni giorno quasi 10.000 tamponi e dopo il picco di 909 nuovi casi registrati sabato 29 febbraio 2020, oggi si sono verificate lunghe code d’attesa di fronte agli ospedali, dove le persone infette da coronavirus aspettano un posto letto per essere ricoverate. Questo è accaduto negli ospedali di Daegu, la città al centro della peggiore epidemia fuori dalla Cina.

Nonostante si sia fatto di tutto per ampliare i posti letto per i ricoveri negli ospedali delle zone più colpite della Corea del Sud, a Daegu 2.300 persone erano in attesa di essere ricoverate in ospedali e strutture mediche temporanee, ha detto il vice ministro della Salute Kim Gang-lip. Un ospedale militare da 100 posti letto che si è occupato di molti dei casi più gravi avrà 200 nuovi posti letto entro giovedì, ha aggiunto.

Container per ampliare i posti letto in Corea fuori da un ospedale di Daegu
Container per ampliare i posti letto in Corea fuori da un ospedale di Daegu

I nuovi casi portano il totale della Corea del Sud a 5.621, con almeno 32 morti, ha detto il Korea Centers for Disease Control and Prevention (KCDC). La maggior parte dei casi sono avvenuti a Daegu e dintorni, la quarta città più grande del Paese, dove il virus simile all’influenza si è diffuso rapidamente.

I funzionari sanitari si aspettano che il numero di nuovi casi sarà ancora elevato man mano che completeranno i tamponi su oltre 200.000 persone.

«Abbiamo bisogno di misure speciali in tempi di emergenza», ha dichiarato il primo ministro sudcoreano Chung Sye-kyun in una riunione di gabinetto.

«Per superare COVID-19 il più rapidamente possibile e minimizzare l’impatto sull’economia, è necessario utilizzare in modo proattivo tutte le risorse disponibili», stimando un intervento che utilizzerà 9,8 miliardi di dollari.

Presidente della Corea del Sud Moon Jae-in
Presidente della Corea del Sud Moon Jae-in

Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha dichiarato martedì “guerra” al virus, scusandosi per la carenza di maschere facciali e promettendo sostegno alle piccole imprese colpite dal virus nella quarta più grande economia asiatica.

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