Cosa sappiamo e cosa non sappiamo del nuovo coronavirus?

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La diffusione di un nuovo coronavirus nella Cina continentale e in altri 27 paesi è allarmante per gli esperti sanitari. Ad oggi, ecco cosa sappiamo e non sappiamo del virus.

QUANTO È PERICOLOSO IL NUOVO CORONAVIRUS?

La famiglia dei coronavirus include virus che spaziano dal raffreddore comune a malattie più gravi come la Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS) e la Sindrome Respiratoria del Medio Oriente (MERS).

Molti di coloro che sono morti a seguito di infezione da nuovo coronavirus, avevano condizioni mediche pre-esistenti o erano anziani, ovvero molte di queste vittime aveva un sistema immunitario indebolito. Come suggerito dalle casistiche, queste persone sembrano essere soggette a manifestazioni cliniche più gravi.

Le infezioni da coronavirus presentano una vasta gamma di sintomi, tra cui febbre, tosse e difficoltà respiratorie.

Le statistiche provenienti dalla Cina indicano che circa il 2% delle persone infettate dal nuovo virus sono morte, suggerendo che potrebbe essere più letale dell’influenza stagionale, ma meno letale della SARS, che ha ucciso il 9,6% degli individui infetti. L’epidemia di MERS nel 2012 ha avuto un tasso di mortalità di circa il 34%.

Gli scienziati hanno etichettato il nuovo coronavirus come 2019-nCoV.

COME SI TRASMETTE IL NUOVO CORONAVIRUS E COME SI PUÒ PREVENIRE?

Trasmissione nuovo coronavirus

Il virus può essere trasmesso tramite saliva quando una persona infetta parla (sputacchiando), espira, tossisce o starnutisce e può anche diffondersi toccando superfici contaminate come le maniglie delle porte e toccando occhi, bocca, naso con le mani non lavate (puoi leggere l’approfondimento sul portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica).

Secondo quanto riportato dagli esperti, il nuovo coronavirus si trasmette più facilmente del virus della SARS. Il periodo di incubazione è di 14 giorni. Le persone possono essere in grado di infettare altre persone prima ancora che compaiano i sintomi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization) raccomanda di lavarsi spesso le mani, di coprire la bocca e il naso quando si starnutisce o tossisce, e di evitare il contatto ravvicinato con chi è malato.

LE MASCHERINE CHIRURGICHE AIUTANO A PROTEGGERE DAL VIRUS?

«Raccomandiamo l’uso di maschere per le persone che hanno sintomi… perché il virus si trasmette attraverso la saliva», dice Sylvie Briand direttore del dipartimento per la Gestione dei rischi infettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ma non garantiscono una protezione contro le infezioni (leggi anche cosa dicono gli esperti in merito alle maschere contro il Coronavirus?)

«Per le persone che non hanno sintomi, la maschera in realtà non è utile», avverte Briand.

L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che la popolazione non dovrebbe indossare le mascherine in assenza di sintomi di malattie respiratorie.

Cosa sappiamo e cosa non sappiamo del nuovo coronavirus?
L’infografica dell’Istituto Superiore di Sanità

I PRODOTTI MADE IN CHINA POSSONO INFETTARE LE PERSONE?

Non ci sono evidenze che gli oggetti prodotti in China possano trasmettere il nuovo coronavirus. In ogni caso, a titolo precauzionale, quando si riceve un prodotto proveniente dalla Cina, lo si può disinfettare lavandolo accuratamente con alcol.

Prodotti made in China trasmettono il Coronavirus?
I prodotti made in China non possono trasmettere il virus

ESISTE UNA CURA?

Allo stato attuale non esistono vaccini o terapie per combattere il corona virus (leggi il punto sui farmaci del 7 febbraio 2020).

Gli scienziati cinesi sono riusciti a identificare la sequenza genetica del nuovo coronavirus e l’hanno condivisa pubblicamente. Gli scienziati in Australia hanno sviluppato una versione di laboratorio del virus, un passo verso la creazione di un vaccino.

I produttori di farmaci in tutto il mondo si aspettano di iniziare a testare i vaccini sperimentali sull’uomo in circa tre mesi.

DOVE SI È DIFFUSO IL NUOVO CORONAVIRUS?

Diffusione nuovo coronavirus

Circa il 99% degli oltre 37.000 casi sono stati segnalati in Cina, mentre i restati 367 casi accertati sono stati segnalati negli altri 27 paesi del mondo (3 di questi in Italia), come mostrato nel sito WorldOMeter che tiene monitorata la situazione in tempo reale.

Almeno 812 persone sono morte in Cina, la maggior parte nella città di Wuhan e dintorni, dove il virus ha iniziato a diffondersi dalla fine dell’anno scorso. Una persona è morta a Hong Kong e una nelle Filippine, entrambe provenivano da Wuhan.

Il nuovo coronavirus ha impiegato 48 giorni per infettare le prime 1.000 persone. La SARS ha impiegato 130 giorni per infettare 1.000 persone. Invece per la MERS ci sono voluti 2 anni e mezzo per infettare 1.000 persone.

COSA STANNO FACENDO LE AUTORITÀ?

Il governo cinese ha praticamente bloccato la provincia centrale di Hubei, che ospita 60 milioni di persone, e la sua capitale Wuhan (11 milioni di persone).

La Cina sta affrontando un crescente isolamento, mentre le compagnie aeree sospendono i voli verso le sue città.

Il governo italiano, è uno dei pochi che fino ad oggi ha sospeso tutti i voli da e per la Cina (leggi anche il notam sul sito di ENAC).

Molti paesi hanno evacuato i loro cittadini da Hubei e li stanno mettendo in quarantena o in isolamento al loro ritorno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato di non intraprendere viaggi in Cina.

DA DOVE VIENE IL NUOVO CORONAVIRUS?

Mercato del pesce di Wuhan

Si ritiene che il nuovo coronavirus abbia iniziato a diffondersi dal mercato del pesce di Wuhan, nel quale vengono venduti animali selvatici (anche illegalmente), oltre al pesce.

Gli esperti pensano che possa aver avuto origine dai pipistrelli e che sia poi passato all’uomo, possibilmente attraverso un ospite intermedio (leggi anche “Pangolino: l’ospite intermedio nella diffusione del nuovo coronavirus?“).

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