Luca Ghedina e il video mentre insegue i lupi in auto

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A inizio gennaio è iniziato a circolare un video in cui si vedono 4 lupi inseguiti da un automobilista a bordo della sua auto a Passo Tre Croci, nel territorio comunale di Cortina d’Ampezzo.

A causa delle intense nevicate e dei muri di neve presenti ai lati della strada, i lupi non riescono a fuggire tempestivamente dalla carreggiata, mentre l’automobilista li spinge al limite (a 50km/h) per più di 3 minuti. Fortunatamente ad uno ad uno i lupi riescono a trovare dei pertugi e salvarsi nel bosco.

Inizialmente il video documenta bene la presenza dei lupi nel territorio, ma proseguendo nella visione, si può capire che l’intento dell’automobilista non è quello di documentare la presenza del lupo, ma di scannarlo, che in dialetto veneto significa sfinirlo.

Chi guarda il video intuisce che questa sarebbe una sorta di punizione che l’automobilista vuole infliggere ai lupi, dato nel corso dell’estate gli avrebbero ammazzato due vitelle nella sua malga.

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Indignazione di animalisti e mondo venatorio

Un video come questo non poteva che sollevare grandi polemiche da parte degli animalisti, che hanno subito presentato un esposto alle forze dell’ordine, ma la stessa indignazione è stata sollevata anche da parte del mondo venatorio.

Infatti sembra abbastanza palese che rincorrere un branco di lupi a 50km/h non significa documentare la presenza dell’animale in montagna, ma significa voler disturbare l’animale nel suo habitat naturale.

Inoltre come ricorda Lorenzo Lotto della Riserva di Caccia di Belluno (leggi le dichiarazioni sul Gazzettino.it), “se è vero che i lupi possono correre velocemente quando sono a caccia, bisogna anche sapere che in quel momento possono desistere quando vogliono. Invece quella notte non potevano farlo, perché erano intrappolati da due metri di neve. A qualcuno potrebbe essere venuto un infarto, per lo spavento, per lo sforzo dopo quella corsa e per la paura di essere inseguiti“.

Luca Ghedina: l’autore del video

Dopo pochi giorni si è scoperto che l’automobilista che ha inseguito con l’auto e filmato i lupi è Luca Ghedina, fratello minore del campione di sci Kristian Ghedina.

Intervistato da Repubblica e dal Gazzettino (leggi l’intervista su Repubblica.it e leggi l’intervista sul Gazzettino.it) ha detto che rifarebbe sia l’inseguimento, sia il video, che non voleva far male ai lupi, ma che si scusa di aver utilizzato il termine “scannare” che in dialetto veneto significa sfinire.

Il suo obiettivo era quello di documentare la presenza dei lupi, che secondo lui avrebbero ucciso due vitelle nella sua malga. Inoltre ha affermato di voler bene agli animali perché effettua controlli periodici per misurare il benessere degli 80 capi della sua azienda agrituristica (anche se forse è obbligatorio per legge nda).

Infatti Luca Ghedina insieme al padre Angelo Ghedina “Broco” (Broco è il soprannome per identificare la famiglia nell’ampezzano) nel 2015 hanno aperto un’azienda agrituristica chiamata Jaegerhouse (la casa del cacciatore) a Cadin di Sotto che tra le altre cose, fornisce il latte alla Lattebusche. L’azienda è composta da stalla con fienile, magazzino e in un altro edificio è ospitato l’agriturismo con cinque camere per il pernottamento, bar e ristorante.

Come specificato in un articolo del Corriere della Alpi e da Voci di Cortina (leggi l’articolo sul CorriereAlpi.it e leggi l’articolo su VociDiCortina.it), il padre Angelo Ghedina è da 30 anni che porta avanti questa idea ed è felice che il settore stia crescendo, infatti specifica che “le attività agricole e contadine in montagna negli anni sono andate perse, in quanto economicamente non portano a grandi risultati. Oggi le politiche europee vanno verso il recupero del settore primario, e grazie a incentivi e contributi, questo settore sta registrando una crescita“.

Una cattiva pubblicità per Luca Ghedina e per le sue attività

Questo video non è sicuramente una buona pubblicità per Luca Ghedina “Broco” che nei suoi profili social e nelle pagine delle sue aziende (la Jaegerhouse e la LGB Forestal Service srls) ha ricevuto anche numerosi insulti e minacce.

Nelle dichiarazioni rilasciate ai giornali si è dichiarato dispiaciuto per gli insulti e le minacce, ma non si dice particolarmente preoccupato.

Tra l’altro molti insulti e minacce di morte sono arrivati da animalisti, vegetariani e vegani, persone che dovrebbero essere schierate per il bene e la vita di ogni essere vivente. Invece così facendo rischiano addirittura una denuncia per minacce.

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