Pochi medici, tanti ricoveri ed errori da evitare con il coronavirus

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Giovedì 5 marzo è andato in onda su La7, un servizio del programma Piazzapulita, nel quale l’inviato Alessio Lasta ha mostrato le condizioni del reparto di terapia intensiva dell’Asst di Cremona alle prese con l’emergenza coronavirus.

Il servizio si può vedere nel sito di La7 al seguente indirizzo: www.la7.it/piazzapulita/video/coronavirus-dentro-il-reparto-di-terapia-intensiva-05-03-2020-311522

Carenza di medici e infermieri

L’inviato, dopo una stretta di mano con il professor Massimo Galli, viene informato sulla carenza di medici e infermieri, che sono impiegati in turni tra le 12 e le 14 ore al giorno per far fronte all’impennata di ricoveri in terapia intensiva dei pazienti più gravi infettati dal coronavirus.

Pochi medici, tanti ricoveri ed errori da evitare con il coronavirus

Aggiungiamo noi, una carenza che diventa ancora più marcata in fase di emergenza, ma che il Sistema Sanitario Nazionale stava già avvertendo da diversi anni.

Infatti la cattiva gestione delle risorse in ambito sanitario, il limitato accesso alle scuole di specialità, le condizioni economiche significativamente svantaggiose rispetto al settore privato o all’estero e l’esposizione a procedimenti per lesioni personali colpose in caso di errore (che nel 95% dei casi vengono prosciolte), hanno reso la professione del medico in Italia difficile non solo da raggiungere, ma anche da praticare.

La gravità della situazione

Dopodiché il professor Galli afferma che la situazione attuale è critica, poiché una percentuale significativa dei pazienti infettati dal coronavirus necessita il ricovero e quindi di essere intubata.

Presenta quindi le diverse fasi che si sono susseguite nelle epidemie storiche:

  1. l’epidemia non fa molta paura, perché il problema ce l’ha il vicino,
  2. l’epidemia entra in casa, ma vi è il rifiuto di fronte alla realtà,
  3. si prende atto che l’epidemia è in casa e si prendono delle misure,
  4. qualcuno dice che le misure sono eccessive perché provocano dei danni (economici n.d.r.), perciò vengono ridotte,
  5. infine la fase in cui la malattia dilaga.

Perciò in un momento come questo, dove ci troviamo nella quarta fase, è importante non ridurre le misure preventive per evitare il dilagare dell’epidemia in tutta Italia.

La situazione all’Asst di Cremona

Il servizio procede con il direttore sanitario Rosario Canino dell’Asst di Cremona che elenca i numeri dell’ospedale: 148 pazienti positivi ricoverati, di cui 11 in terapia intensiva e 24 in ventilazione.

A questo punto le telecamere entrano nel reparto di terapia intensiva, nella quale si possono vedere infermieri e paramedici in affanno nella gestione dei pazienti in rianimazione. Gli operatori intervistati, come il direttore “malattie infettive” Angelo Pan e la coordinatrice infermieristica Carla Maestrini, sono visibilmente stanchi e provati da questa emergenza che li vede impegnati, in prima linea, con turni massacranti.

Mentre le immagini “forti” riguardano i pazienti in terapia intensiva che vengono intubati in quanto non riescono a respirare autonomamente.

Errori da non fare con il coronavirus

Dal minuto 5:02 del video, si può vedere un operatore senza guanti che indossa una mascherina e con gli occhiali appoggiati sulla fronte, intento a leggere qualcosa.

Operatore sanitario Asst Cremona

A un certo punto lo si vede portare la mano alla bocca per liberare naso e bocca dalla mascherina.

Operatore sanitario si toglie macherina

Incredibilmente, qualche attimo più tardi, lo si vede grattarsi il naso con le dita. Purtroppo questo è uno di quei gesti che possono portare al contagio, soprattutto se ci si trova in un reparto dove ci sono pazienti ricoverati per infezione da coronavirus.

Operatore sanitario si gratta il naso

Infine continua la sua attività con la mascherina tirata giù.

Operatore sanitario con mascherina tirata giù

Purtroppo errori come questo vengono commessi inconsapevolmente soprattutto quando il livello di stanchezza è elevato. Ci auguriamo che l’operatore sanitario non fosse entrato in contatto con persone infette e che stia bene.

Ci teniamo a ringraziare il lavoro di medici e infermieri che oggi si trovano in prima linea nella guerra contro il coronavirus e speriamo che il loro lavoro, i loro sacrifici e la loro dedizione vengano giustamente ed equamente ripagati una volta che la situazione ritornerà alla normalità.

Tuttavia ci teniamo a fare una raccomandazione: fate attenzione alle leggerezze che potrebbero avere delle conseguenze sulla vostra salute.

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