Referendum per il taglio dei parlamentari: si va a votare il 29 marzo 2020

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Il prossimo 29 marzo, il giorno in cui si passerà all’ora legale, vi sarà il referendum confermativo della riforma per il taglio dei parlamentari. Significa che gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimere parere favorevole o contrario alla modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione Italiana che disciplinano il numero di Deputati, Senatori e Senatori a vita.

Questa data è stata decisa dal consiglio dei ministri su proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il via libera definitivo dovrà essere dato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella attraverso un decreto ad hoc.

Perché è necessario un referendum confermativo?

La riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari era stata approvata da Camera e Senato lo scorso ottobre 2019, ma da meno dei due terzi dei componenti dell’assemblea. Perciò come regolamentato dall’articolo 138 della Costituzione in materia di leggi costituzionali, “Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali“.

In questo caso 71 senatori hanno firmato per richiederne il referendum confermativo.

Come funziona il referendum confermativo?

Sempre secondo l’articolo 138 della Costituzione “La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi“, perciò per approvare la riforma, sarà sufficiente che i voti favorevoli siano superiori ai voti sfavorevoli senza la necessità di un numero minimo di votanti, ovvero senza quorum.

Cosa prevede la riforma per il taglio dei parlamentari?

La proposta di legge per il taglio dei parlamentari prevedere la riduzione del numero di Deputati da 630 a 400, la riduzione del numero di Senatori da 315 a 200, e la presenza di massimo 5 Senatori a vita (attualmente il secondo comma dell’articolo 59 lascia spazio a due diverse interpretazioni).

Dunque, se la riforma verrà confermata dal referendum, si passerà dai 945 membri del presente mandato ai 600 membri dei mandati futuri. In questo conteggio, non vengono sommati i Senatori a vita, che potranno essere fino a un massimo di 5.

Quanto si risparmierà con il taglio dei parlamentari?

Secondo i calcoli riportati dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiano, la riforma del taglio dei parlamentari comporterebbe un risparmio di 57 milioni di euro per le casse dello Stato. Perciò il risparmio sarà di 285 milioni di euro per ogni legislatura (5 anni). La cifra corrisponde a circa lo 0,007% della spesa pubblica italiana.

A conti fatti non si tratta di una manovra che alleggerirà la pressione fiscale, ma un segnale per rendere più virtuosa la spesa dello Stato.

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