Nova Sera: parliamo di criptovalute ed NFT

Firmano una petizione perché rivogliono “i soldi degli NFT che ci ha rifilato Montemagno”, ma il floor price della collezione è quasi raddoppiato

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A inizio febbraio 2022 Marco Montemagno lanciò la collezione NFT MontyLab [1], che prevedeva una supply totale di 10.000 Crazy Furies (pazzi furiosi) unici generati algoritmicamente in collaborazione con Giovanni Motta [2].

Al contrario della maggior parte delle collezioni lanciate fino a quel momento, il possesso di uno o più token non fungibili proposti nella collezione di Montemagno davano (e danno tutt’ora) accesso ad alcuni benefici, come:

  • Accesso al canale nel server Discord riservato agli holders
  • Scontistiche sui libri/servizi proposti da Montemagno
  • Accesso a call live con Marco
  • Accesso a un evento live che verrà organizzato in futuro

Oltre a questi benefici, gli holders hanno anche beneficiato dell’accesso gratuito al Summer Monty Camp 2022 [3] tenutosi su Zoom il 29/30 Luglio 2022.

Un’iniziativa che a mio avviso non è fine a sé stessa, ma che offre una reale utilità agli NFT venduti. Uno scopo che allora come adesso, poche collezioni NFT hanno saputo fornire alle proprie community.

Claim collezione NFT MontyLab
Claim collezione NFT MontyLab

Disclaimer: tutte le informazioni contenute in questo articolo rappresentano esclusivamente l’opinione personale dell’autore (non un consiglio o una consulenza finanziaria di alcun genere). Non devono essere utilizzate in un’attività finanziaria. Questo articolo non ha l’obiettivo di incoraggiare o consigliare l’investimento o trading o l’acquisto di criptovalute e/o token.

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La vendita pubblica dei Crazy Furies

La collezione MontyLab prevedeva una supply totale di 10.000 NFT al prezzo di mint di 0.08 ETH.

Dal mio punto di vista si trattava di una supply abbastanza ambiziosa, dato che il mercato degli NFT era già leggermente in declino rispetto a qualche mese prima, ma soprattutto per il fatto che la campagna promozionale era rivolta principalmente al mercato italiano, un mercato molto piccolo.

Come ci si poteva aspettare non si arrivò al sold-out, ma considerata la campagna promozionale rivolta principalmente al mercato italiano, i 3.567 NFT venduti furono un ottimo risultato per la collezione di Montemagno. Se invece la si vuole considerare come una collezione rivolta a tutto il mondo, i numeri non furono così entusiasmanti.

Il floor price della collezione

La supply venne quindi “tagliata” a 3.567 NFT e il floor price, ovvero il prezzo più basso di vendita degli NFT nel mercato secondario e, nello specifico nel marketplace OpenSea, rimase per un primo periodo, abbastanza simile al prezzo di mint.

Nel frattempo arrivò l’inverno delle criptovalute, con i prezzi delle principali monete che videro pesanti flessioni. Allo stesso modo, per il mercato degli NFT arrivò una forte contrazione e anche in questa nicchia di mercato, il floor price della maggior parte delle collezioni si abbassò significativamente.

Nonostante questa situazione disastrosa, il floor price della collezione MontyLab restò quasi sempre sopra al prezzo di mint, tanto che oggi sabato 3 settembre, il floor price è di 0,14 ETH, ovvero è superiore del 75% rispetto al prezzo che si pagò durante la vendita pubblica.

Floor price collezione MontyLab su OpenSea
Floor price collezione MontyLab su OpenSea

La petizione per “riavere i soldi indietro”

Il primo settembre 2022 su Change.org viene pubblicata la petizione “Rivogliamo i soldi degli NFT che ci ha rifilato Montemagno![4], nella quale alcuni presunti possessori dei Crazy Furies hanno chiesto pubblicamente di essere rimborsati al “prezzo pagato originariamente“.

Petizione su Change.org
Petizione su Change.org

Ora sinceramente faccio fatica a comprendere il senso di questa petizione, dato che attualmente il prezzo di questi NFT è superiore del 75% rispetto a quello pagato originariamente. Capisco che su OpenSea ci siano le royalties da riconoscere alla piattaforma, ma in realtà è possibile venderli anche su altre piattaforme come x2y2.io [5] dove le commissioni sono quasi azzerate.

Ancora più assurdo un articolo pubblicato su Borsa&Finanza [6] dove viene scritto che “una serie di Non Fungible Token che, quotati sulla piattaforma di scambio Opensea, hanno rapidamente perso terreno dal prezzo di lancio di 0,08 Ethereum, pari a circa 191 dollari al 28 gennaio scorso, data di lancio dell’iniziativa.” Quando bastava fare veramente un giro su OpenSea per vedere il floor price a 0,14 ETH (216 dollari nel momento in cui sto scrivendo), perciò superiore al costo pagato alla data di lancio dell’iniziativa.

Controvalore in dollari dell'NFT più economico su OpenSea
Controvalore in dollari dell’NFT più economico su OpenSea

In conclusione

A mio avviso la collezione NFT MontyLab ha fatto degli ottimi numeri considerando che fu proposta principalmente al pubblico italiano. Il floor price fu in linea con i prezzi di allora e nonostante la pesante flessione di tutto il mondo delle criptovalute, il floor price di questa collezione ha retto bene.

Se guardiamo anche al volume degli scambi su OpenSea, 42 ETH non sono una enormità, però tenendo in considerazione il mercato in cui opera, può essere considerata una collezione interessante.

Sicuramente chi acquistò un NFT della collezione MontyLab non diventerà ricco rivendendolo oggi e probabilmente anche in futuro non raggiungerà il valore di collezioni di prim’ordine come per esempio le Bored Ape.

Per quanto riguarda la petizione, immagino che gli holders delle Crazy Furies si siano già ripagate il prezzo dell’NFT partecipando gratuitamente al Summer Monty Camp 2022 di fine luglio e probabilmente avranno la possibilità di partecipare ad altre iniziative in futuro.

Per questi motivi una petizione che chiede il rimborso al “prezzo pagato originariamente” è una richiesta che trovo alquanto assurda, dato che basterebbe mettere in vendita l’NFT su OpenSea o X2Y2 per poter recuperare i soldi investiti a febbraio.

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