Sintomi del Coronavirus: cosa ci deve allarmare

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A partire da Dicembre 2019, si è identificato in Cina un nuovo coronavirus ( SARS-CoV-2 ) che sta causando una malattia delle vie respiratorie, con caratteri di pandemia, rappresentando attualmente un’emergenza sanitaria con gravi conseguenze sociali, politiche ed economiche. La contagiosità di questo coronavirus, e quindi la sua rapida diffusione, oltre all’attuale assenza di terapie specifiche e di un vaccino, fanno in modo che questo coronavirus sia in grado di mettere in ginocchio qualunque sistema sanitario.

Di conseguenza, nonostante sia una patologia nuova, i ricercatori si sono da subito impegnati al massimo per capire il più possibile di questa malattia e la letteratura sull’argomento è già ricca.

Vediamo quindi quali sono i sintomi che hanno i pazienti infetti da coronavirus, secondo quanto riportato da uno degli articoli più autorevoli attualmente usciti sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet.

  • Febbre: è uno dei sintomi più comuni del coronavirus, interessando circa l’83% dei pazienti. La febbre può essere molto variabile, può infatti trattarsi di lieve febbricola ma ci possono essere picchi febbrili molto alti e difficilmente controllabili con la tachipirina.
  • Tosse: è il sintomo più frequente insieme alla febbre, interessando il 79% dei pazienti; la tosse causata dal coronavirus, rispetto ad altre affezioni delle vie aeree, generalmente è più secca e meno produttiva (meno muco)
  • Dolori muscolari: sono sintomi simili a quelli causati dall’influenza, li accusano circa il 15% dei pazienti
  • Spossatezza: ci si può cioè sentire inspiegabilmente stanchi e affaticati. interessa il 23% dei pazienti
  • Rinorrea: cioè il naso che cola. Questo sintomo è più frequente nel raffreddore e in altre patologie delle vie aeree, ma è stato osservato anche in alcuni pazienti con COVID-19
  • Diarrea: è un sintomo raro, infatti è stato osservato solo nel 5% dei pazienti con COVID-19
  • Nausea e vomito: anche questi sono sintomi rari nel COVID-19, sono stati osservati solo nel 4% dei pazienti.
  • Ageusmia/anosmia: i pazienti cioè hanno riferito percepire sapori e odori, anche se non avevano il naso chiuso per presenza di muco. Questi sintomi dipendono dalla capacità del coronavirus di attaccare direttamente le cellule nervose delle mucose di naso e bocca e sono molto interessanti poiché sembrano essere più precoci e specifici del COVID-19, e meno comuni nelle altre patologie.
  • Congiuntivite: una piccola percentuale di pazienti affetti da COVID-19, durante l’infezione ha sviluppato i sintomi di una congiuntivite, con arrossamento degli occhi e lacrimazione. Come riportato da questo articolo, le lacrime si sono dimostrate infette e sono risultate un potenziale veicolo di infezione. Inoltre gli occhi possono essere un punto di ingresso per il coronavirus, per tale motivo a chi viene in contatto con potenziali infetti è raccomandato l’uso di occhiali o visiere.

Come si può notare, i sintomi dell’infezione da coronvirus (COVID-19) possono essere molto simili a quelli della normale influenza o delle sindromi da raffreddamento, che sono tipici dell’inverno e il decorso della malattia può essere asintomatico, o portare ad una sintomatologia lieve nella maggior parte dei casi.

In una piccola percentuale di persone però la malattia da coronavirus può portare ad una polmonite interstiziale grave, ad una sindrome respiratoria acuta (ARDS) e ad una disfunzione multiorgano.

Quando dobbiamo preoccuparci?

La malattia più grave che causa generalmente questo virus è la polmonite interstiziale. Questa polmonite colpisce gli alveoli, che sono la parte più profonda dei nostri polmoni, dove il sangue si carica di ossigeno. La polmonite interstiziale causerà quindi una diminuzione di contenuto di ossigeno nel sangue. Il sintomo cardine in questo caso sarà la dispnea, cioè la sensazione di far fatica a respirare. La dispnea è un sintomo che può essere difficile da identificare poiché questa sensazione può derivare semplicemente da uno stato di ansia oppure può essere confusa dal malessere generale dovuto alla patologia. La sensazione di far fatica a respirare ci deve preoccupare però se è associata ad una riduzione dell’ossigenazione del sangue.

Come posso sapere se il mio sangue è ben ossigenato?

Pulsossimetro da dito

Pulsossimetro da dito

Con questo strumento puoi tenere sotto controllo, comodamente a casa tua, la saturazione del tuo sangue.

Piccolo e facile da usare anche da chi non ha specifiche conoscenze mediche

Ci sono alcuni strumenti in commercio che servono proprio a questo. Sono quotidianamente usati dai medici, ma essendo semplici da usare e poco costosi, possono essere usati anche in casa proprio come il termometro per la febbre o gli strumenti per misurare la pressione. Questi strumenti si chiamano ossimetri o pulsossimetri o saturimetri. Una volta accesi, ci si infila un dito dentro e si ottiene in pochi secondi il valore della saturazione di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca. La saturazione del sangue è espressa in percentuale e normalmente assume valori tra 95 e 99. Con valori superiori al 95% possiamo stare a casa tranquilli. Se il valore indicato è invece inferiore a 94, è consigliabile contattare il proprio medico di fiducia.

Un altro test che può essere facilmente fatto con questo strumento è il test del cammino: cioè si cammina per 30 metri su una superficie piana a passo veloce con il saturimetro al dito e si vede se la saturazione scende. Se la saturimetria si stabilizza su valori prossimi al 92/90% o inferiori, questo rappresenta un altro campanello di allarme.

Per un corretto uso dello strumento è importante che la mano su cui si esegue la misurazione sia calda e non deve essere presente smalto sulle unghie.

Il pulsossimetro quindi può essere uno strumento molto utile in una situazione come questa, ove l’accesso ad un ambulatorio medico è possibilmente da evitare, in quanto comporta il rischio di venire a contatto con altri pazienti possibili infetti. Con questo strumento di facile utilizzo è possibile capire da soli se la propria condizione possa essere gestita tranquillamente da casa o se sia necessario rivolgersi prontamente al medico.

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